20 Marzo 2012
VINCE LA COLDIRETTI, NIENTE PIU’ SOLDI AL FALSO PECORINO

Vince la Coldiretti, niente più soldi pubblici al falso pecorino. La Simest, finanziaria partecipata dal Ministero dello Sviluppo economico, cede le quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania, con latte rumeno, pecorini e caciotte che fanno concorrenza alle aziende del vero made in Italy.  “E’ un grande risultato della nostra mobilitazione, sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, finalmente ha vinto il buonsenso. Per questo motivo mi sento di ringraziare tutte le amministrazioni locali che hanno deliberato a favore della nostra iniziativa e tutti i rappresentanti degli enti che ci hanno accompagnato a Roma. "Finalmente ha vinto il buonsenso, ha proseguito Bisi. Una vicenda incredibile si è chiusa positivamente ma ci chiediamo in quali altre occasioni ci sia stata una cattiva utilizzazione delle risorse pubbliche come questa, senza che nessuno se ne occupasse o intervenisse. Per tale motivo ora l’impegno del Governo e del Parlamento deve essere rivolto a vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy. Occorre, come ha sostenuto il presidente nazionale Sergio Marini, avere la forza di distinguere la vera internazionalizzazione da quelle forme di delocalizzazione aggravate dall’uso improprio del “marchio Italia” che danneggiano il Paese facendo perdere occupazione e svilendo il valore del Made in Italy, costruito con sacrifici da generazioni di imprenditori”.
“Nella nostra provincia, ha sottolineato il presidente Bisi sono circa 40 (su un totale di 48) i comuni che hanno adottato delibere a sostegno del made in Italy, oltre ovviamente all’Amministrazione Provinciale, Camera di Commercio, Comunità Montana Valli Nure e Arda, Unione dei Comuni Val Tidone, Consorzi di Tutela vini e salumi e Associazioni Consumatori. La convinzione dell’intero territorio rispetto alla nostra mobilitazione è testimoniata dal fatto che a Roma, l’assessore provinciale all’agricoltura Filippo Pozzi è intervenuto dal palco ribadendo la gravità del  caso Simest, come esempio estremo del fenomeno dell'italian sounding. Un fenomeno, ha chiarito l’assessore che arreca grave danno ai nostri agricoltori ai quali sono richiesti continui sacrifici. Per contenere il peso della nuova imposta Imu, la Provincia chiederà ai Comuni piacentini di applicare le aliquote minime.”
Ma il finanziamento da parte dello Stato al finto made in Italy, conclude Bisi, rappresenta solo uno dei troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per ricominciare a crescere. Lo dimostrano le ultime dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini a favore degli Ogm che non tiene conto della crescente opposizione della maggioranza dei cittadini agli organismi geneticamente modificati oppure il fatto che a distanza di oltre un anno dell’ultima legge nazionale per rendere obbligatoria l’etichettatura di origine degli alimenti, nessuno si è preso la responsabilità di applicarla per fare sapere agli italiani quello che mangiano

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