La Commissione Europea si schiera ancora una volta a difesa degli interessi delle grandi multinazionali con pareri in netta contraddizione non solo rispetto al percorso intrapreso fino ad ora dall’Europa con l’entrata in vigore dei Regolamenti a tutela della trasparenza ma anche e soprattutto nei confronti degli interessi dei cittadini europei ed italiani.
A dirlo è Massimo Albano, direttore di Coldiretti Piacenza nel commentare i risultati dei rapporti della Commissione Europea secondo i quali, per talune categorie di prodotti alimentari, sarebbe meglio optare per un’indicazione volontaria dell’origine, piuttosto che su un obbligo a livello comunitario. “Il parere espresso, spiega il direttore, inciderà su latte, prodotti caseari e altri prodotti trasformati, ma anche le carni di coniglio e di cavallo che sono state peraltro oggetto recentemente di uno scandalo di dimensioni continentali proprio per la mancanza di tracciabilità.”
Dopo i passi in avanti fatti con l’entrata in vigore del Regolamento Ue 1337/2013 con l’obbligo di indicare in etichetta il luogo di allevamento e di macellazione delle carni di maiale, capra e pecora, l’Europa torna indietro lanciando un segnale discordante e ignorando l’interesse dei cittadini europei espressi attraverso Eurobarometro e del 96,5% dei consumatori italiani che ritiene necessario che l’origine degli alimenti debba essere scritta in modo chiaro e leggibile in etichetta.
Dalla consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole (Mipaaf) che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015, emerge infatti che l’89% dei consumatori ritiene che la mancanza di etichettatura di origine possa essere ingannevole per i prodotti lattiero caseari, l’87% per le carni trasformate, l’83% per la frutta e verdura trasformata, l’81% per la pasta e il 78% per il latte a lunga conservazione.
“Ci auguriamo, conclude Albano, che il Parlamento Europeo smascheri il condizionamento dei rapporti e dia un segnale forte, chiaro e coerente con quanto fatto sino ad oggi.”
23 Maggio 2015
UE:COLDIRETTI, IL NO AD ETICHETTA ORIGINE E’ SCHIAFFO A 96,5% DI ITALIANI