Occorre vigilare affinchè l’aumento dell’Iva non sia l’occasione per speculare con aumenti di prezzo ingiustificati su beni indispensabili per i cittadini e le imprese, dalla benzina ad alcuni tipi di alimenti e bevande. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’entrata in vigore con la manovra dell’aumento di un punto percentuale dell’imposta sul valore aggiunto su molti beni
L’aliquota dal 20% passa al 21%, (restano confermate le aliquote del 4% e del 10%) sottolinea Maria Luisa Cassi dell’ufficio fiscale di Coldiretti Piacenza, di conseguenza le cessioni di alcuni prodotti riferiti alla nostra produzione agricola locale (vini, spumanti, mosti di uve, birra, propoli e pappa reale, tartufi, animali vivi non destinati all’alimentazione umana, legno da lavorazione, lana , ghiaia , terreni edificabili) e alcuni servizi, dal 17 settembre 2011 devono applicare in fattura e/o ricevuta fiscale/scontrino, la nuova aliquota.
Per fare un esempio concreto: per una bottiglia di vino da tre euro il giusto aumento è pari ad appena 3 centesimi e bisogna dunque evitare, che i ritocchi di pochi centesimi necessari per l’adeguamento dell’Iva diventino l’occasione per rincari ingiustificati al dettaglio in un momento di difficile crisi economica.
“Naturalmente la professionalità e la competenza dei nostri operatori fiscali, concludono in Coldiretti Piacenza, sono a disposizione delle imprese associate per fornire tutte le informazioni necessarie agli adempimenti delle disposizioni previste dalla manovra finanziaria, disposizioni che non si limitano all’aliquota iva, ma riguardano anche altri aspetti.”
21 Settembre 2011
MANOVRA: COLDIRETTI, DA AUMENTI IVA RISCHIO SPECULAZIONI