ISPRA SCAGIONA ALLEVAMENTI DA INQUINAMENTO
Bisi: “Con la verità via libera alla revisione delle zone vulnerabili”
“Lo studio completato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), mette finalmente la parola fine al principale pregiudizio che l’agricoltura portava sulle spalle da anni scagionando definitivamente gli allevamenti e accertando finalmente la responsabilità di settori diversi e concorrenti come fanghi di depurazione e scarichi civili nell’inquinamento delle acque sotterranee.” Queste le parole del presidente Coldiretti Piacenza Luigi Bisi nel commentare i risultati dello studio dell’Ispra presentati anche al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina e al ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, sull'applicazione del nuovo modello di analisi isotopico nelle Regioni del Bacino del Po, Emilia Romagna compresa.
Fermo restando la necessità di confermare gli obiettivi e gli strumenti di applicazione della direttiva europea in materia di tutela delle acque dall’inquinamento, dallo studio - sottolinea la Coldiretti - emerge un quadro diverso da quello rappresentato storicamente che assegnava alla zootecnia l’unica responsabilità. “Dalla ricerca, aggiunge Pierluigi Scrocchi, dirigente Coldiretti e allevatore di Borgonovo, effettuata attraverso un piano di monitoraggio nelle regioni ad alta vocazione come la nostra, emerge infatti, che il contributo dell’allevamento non è mai superiore ad un terzo del totale complessivo dell’inquinamento.”
“Va da se’ dunque, prosegue l’allevatore, che rispetto alle scelte strategiche di valorizzazione del settore che la nuova riforma della politica agricola comune richiede, occorra accelerare l’istruttoria diretta alla revisione del perimetro delle zone vulnerabili. L’agricoltura è il perno delle migliori produzioni dell’autentico Made in Italy e non può essere più la sola a pagare lo scotto di una responsabilità che, come questo studio dimostra, va condivisa.”
“Ogni settore, conclude Bisi, dovrà farsi carico della propria responsabilità: non si può più chiedere soltanto alla zootecnia di addossarsi oneri e vincoli che dipendono da attività diverse. In questo, l’operazione verità voluta, sostenuta e coadiuvata dalla Coldiretti al fine di salvare gli allevamenti e dunque le migliori produzioni di salumi e formaggi della food valley che nel piacentino si esprimono con le tre dop per i salumi, con le quali Piacenza può vantare il primato europeo, e la dop per il Grana Padano, viene finalmente confortata da risultati scientifici.”
Senz’altro in questa partita occorre dare atto della compattezza del Governo che attraverso i Ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente ha posto le condizioni per rimuovere i vincoli ingiusti che hanno fino ad ora colpito la zootecnia italiana.
31 Gennaio 2015
ISPRA SCAGIONA ALLEVAMENTI DA INQUINAMENTO