E’ di ieri un articolo sulla pagina on line del quotidiano “La Gazzetta dello Sport” in cui si evidenzia la preoccupazione di alcuni team di Formula 1 in arrivo in queste ore a Shanghai per la gara di domenica Niente carne, evitare di consumare uova e latte, attenzione all’acqua da bere. Più che un’allerta vera e propria, per ora è una serie di raccomandazioni a livello alimentare, che ha turbato tuttavia non poco la Formula 1. Con questa nota informale, commenta il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, riportata sulla pagina on line del quotidiano sportivo è giunto l’invito a qualche team a seguire scrupolosamente alcune regole durante la trasferta cinese. I motivi segnalati sulla Gazzetta? In parte (per l’acqua) in seguito ai timori di contaminazione legati al disastro giapponese nella centrale di Fukushima; in parte per la possibile contaminazione delle carni con il clenbuterolo, usato da molti allevamenti in Cina e di cui hanno dato notizia le agenzie di stampa asiatiche. Il no al latte è arrivato invece dopo i casi di avvelenamento che hanno già provocato in Cina la morte di tre bambini e il ricovero di altri 36 nella provincia di Gansu.
“Insomma, prosegue Bisi, ancora una volta ci si rende conto dell’importanza del cibo e della sicurezza alimentare solo di fronte all’emergenza. Purtroppo servono sempre i fatti per capire meglio ciò che dovrebbe essere ovvio. Abbiamo dovuto aspettare una catastrofe nucleare per accorgerci che scienza e tecnologia non sempre sono portatrici di verità assolute. Dovrebbe essere allora scontato che, quando le applicazioni della scienza, ovvero le tecnologie, sono di portata tale che eventuali errori avrebbero ricadute globali ed incontrollabili su salute e ambiente, spetti alla gente l’ultima parola. Quindi, per l’energia nucleare cosi come per gli Ogm è la gente che dovrebbe decidere e la precauzione serve. E sulla questione Ogm siamo soddisfatti che il Ministro Saverio Romano abbia già espresso la propria contrarietà.”
Allo stesso modo, ribadisce il presidente di Coldiretti Piacenza, sembra scontato che l’alimentazione e l’agricoltura siano settori strategici per qualsiasi Paese. Senza cibo, infatti, non si prova malessere o disagio sociale, più semplicemente si muore di fame e si generano rivoluzioni. Ma evidentemente i fatti accaduti nel mondo non bastano”.
“Di certo quello che è ormai ovvio riguarda il valore del nostro made in italy e del lavoro della nostra agricoltura. E’ indispensabile tutelarla e proseguire nella direzione tracciata dalla nostra Organizzazione che, da ormai dieci anni, parla di sicurezza alimentare, di origine e di vero prodotto italiano”.
“Ma per assurdo, conclude Bisi, ci rendiamo conto dell’importanza di questi temi in preparazione del mondiale di Formula 1 a migliaia di chilometri di distanza, ma in “casa nostra” c’è ancora chi continua ad affermare che l’importante sono le ricette, il know how e i marchi e che l’origine non è indispensabile e non è sinonimo di sicurezza. Noi siamo convinti, invece, che strategici per un Paese sono il cibo e l’agricoltura e, soltanto dopo, il marchio e la trasformazione e proseguiremo su questa strada per difendere il nostro settore primario e l’intero Paese”.
13 Aprile 2011
GP DELLA CINA: PIT STOP AI PADDOCK PER IL PERICOLO CONTAMINAZIONI ALIMENTARI