Il tanto temuto “Blizzard” il vento gelido, la tempesta di neve e ghiaccio in arrivo dalla Siberia ha fatto tappa anche nella nostra provincia, aggravando una situazione già difficile e pesante. Alle temperature abbondantemente sotto lo zero che in queste ultime settimane hanno ghiacciato le tubature e costretto diversi allevatori ad abbeverare manualmente gli animali, si è aggiunto un vento fortissimo che ha provocato cumuli di neve, bloccando strade, e rendendo ancora più difficoltosa l’opera che le amministrazioni comunali stanno costantemente facendo per liberare le strade.
“In effetti, come sottolinea Pisotti Enrico allevatore di Barchi (Ottone), queste temperature ci stanno rendendo il lavoro davvero difficile, sia per le attività in stalla con i tubi dell’acqua ghiacciati sia nei recinti esterni. La neve non ci spaventa, qua in alto siamo abituati, ma questo persistere non è assolutamente normale”.
Dello stesso parere i fratelli Delmolino di Farini, con azienda zootecnica da latte. “Le strade sono tutte percorribili sostiene Giorgio, il problema maggiore è il vento che rende vano il lavoro degli spartineve creando cumuli di neve che bloccano passaggi, accessi alle case e alla stalla”.
Cavanna Giovanni della Cooperativa Agricola e Zootecnica Monte Ragola di Ferriere è preoccupato per i lupi, che con questo tempo tendono ad avvicinarsi sempre di più agli allevamenti. Durante la tormenta di neve 3 vitellini sono scappati dal recinto e probabilmente diventeranno cibo per gli animali selvatici.
Spostandoci in alta Valtidone la situazione non è migliore. “Il gelo di questi giorni ha dichiarato Giovanni Manfredi imprenditore zootecnico di Pecorara ha messo in crisi i sistemi di riscaldamento e di circolo dell’acqua sia per abbeverare gli animali, sia per i sistemi di pulizia degli impianti e per mantenere le temperature nei frigo latte. Inoltre il consumo giornaliero di gasolio è notevolmente aumentato per far funzionare il riscaldamento nella sala mungitura”.
“Per quantificare con precisione i danni, conclude Manfredi che è anche vice presidente di Coldiretti Piacenza occorrerà attenderà lo scioglimento della neve e del ghiaccio per capire effettivamente, le rotture subite non solo dalle tubature, ma anche dagli impianti e dalle strutture aziendali”.
10 Febbraio 2012
GLI AGRICOLTORI PIACENTINI RESISTONO NONOSTANTE IL BLIZZARD