18 Gennaio 2011
ETICHETTATURA OBBLIGATORIA: HA VINTO IL VERO MADE IN ITALY

Circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, in quanto la legislazione, sino ad oggi, lo consentiva, nonostante in realtà esse potessero provenire da qualsiasi punto del pianeta. E’ quanto emerge dalle anticipazioni del rapporto Coldiretti/Eurispes divulgate in occasione dell’approvazione definitiva della legge salva Made in Italy sull’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta che la maggiore organizzazione agricola italiana ed europea ha festeggiato con un migliaio di agricoltori in piazza Montecitorio con il presidente nazionale Sergio Marini. “Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano, sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all'insaputa dei consumatori, enormi quantitativi di pomodoro proveniente dalla Cina e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere”.
“L’approvazione della legge, ribadisce il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano pone fine ad un grave inganno nei confronti dei produttori italiani e dei consumatori che attribuiscono grande importanza alla provenienza degli alimenti: per quasi un italiano su quattro (23 per cento) il cibo italiano dal campo alla tavola vale almeno il doppio con due italiani su tre (65 per cento) che sono disponibili a pagare dal 10 per cento in su, secondo l’indagine Coldiretti-Swg.”
La fiducia accordata alle produzioni agricole italiane è giustificata dal primato nei controlli con oltre un milione tra le verifiche e le ispezioni effettuate sul Made in Italy alimentare nel 2010.
“Adesso sarà tutto più trasparente, concludono Bisi e Albano, i consumatori saranno consapevoli nelle loro scelte, ed è proprio ai cittadini-consumatori, agli enti e alle istituzioni che ci hanno sostenuto, che va il nostro ringraziamento per aver condiviso con noi questa battaglia ed essere sempre stati al nostro fianco. Questa vittoria non è solo un risultato di Coldiretti, ma è una successo del Made in Italy e dell’intero Paese.
E anche l’etichettatura obbligatoria sarà uno degli argomenti approfondito  durante l’incontro organizzato per domani 19 gennaio alle ore 10.00 presso la Sala Bertonazzi del Palazzo dell’Agricoltura di Piacenza,  dall’Associazione Piacentina Latte in collaborazione con Coldiretti Piacenza, con la presenza del vice presidente nazionale Coldiretti e presidente nazionale Associazione Italiana Allevatori Nino Andena

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