Rotte le trattative sul prezzo del latte in Lombardia. Dopo ore di braccio di ferro sulle quotazioni da raggiungere (che poi fanno da punto di riferimento anche per la provincia di Piacenza) questa sera gli allevatori e gli industriali si sono lasciati senza un accordo e senza una data per un’eventuale ripresa del confronto.
E’ una situazione estremamente difficile e incomprensibile, ha sottolineato Fabio Minardi presidente dell’Associazione Piacentina Latte che era presente alla riunione, nell’ultimo anno il prezzo del Grana Padano è cresciuto del 14% e quello del Parmigiano ha avuto un incremento del 25%, ma probabilmente questi aumenti si perdono lungo la filiera; di certo non arrivano agli allevatori. Il comparto lattiero-caseario sta attraversando una profonda crisi; il prezzo alla stalla non copre i costi di produzione, le stalle sono costrette a chiudere, si bloccano gli investimenti e di conseguenza è rallentata, per non dire “eliminata” una parte significativa dell’indotto che ruota attorno a questo comparto.
“Le posizioni sono rimaste troppo distanti, ribadiscono in Coldiretti Lombardia, gli industriali hanno tentato di farci accettare condizioni ridicole rispetto alla situazione di mercato che negli ultimi 6 mesi non ha fatto altro che migliorare. A questo punto valuteremo tutte le iniziative da mettere in campo al fianco dei nostri allevatori e delle cooperative per difendere il prodotto, la qualità, la filiera italiana del latte, l’origine e di conseguenza tutti i consumatori del nostro Paese”.
Nel 2009, sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, a fronte di una produzione totale di 17,7 milioni di quintali di latte emiliano romagnolo, nella nostra regione, per esempio, ne sono arrivati dall’estero 10,5 milioni di quintali finiti sugli scaffali della grande distribuzione e poi sulle nostre tavole sotto forma di latte Uht, formaggi, mozzarelle e latticini vari in maniera del tutto anonima, quando addirittura non vengono spacciati per italiani.
I risultati di queste importazioni incontrollate sono per esempio il recente scandalo della “mozzarella blu” prodotta in Germania e venduta anche con marchi nazionali in Italia, che ha determinato un calo di consumi del 20 per cento.
La difesa del nostro latte e dei nostri formaggi, conclude Bisi, passa per la costruzione di una filiera tutta italiana e firmata dagli agricoltori, supportata da provvedimenti ben precisi per la massima trasparenza e per la tutela dei consumatori”.
30 Giugno 2010
COLDIRETTI: ROTTURA CON ASSOLATTE SUL PREZZO DEL LATTE