Col disaccoppiamento totale, dal 2011 non sarà obbligatorio coltivare pomodoro, ma sarà solo una scelta imprenditoriale dettata da condizioni economiche e produttive favorevoli; soprattutto non deve essere una scelta ispirata da false informazioni.
Quella in corso, è stata l’ultima campagna del regime parzialmente accoppiato. Con la riforma dell’Ocm Ortofrutta, l’Unione europea ha deciso di disaccoppiare totalmente l’aiuto del pomodoro da industria, lasciando però ai singoli Stati membri la possibilità di scegliere un periodo di disaccoppiamento parziale (questa la scelta dell’Italia). Così, per tre anni - dal 2008 al 2010 - i produttori storici di pomodoro, titolari dopo l’assegnazione da parte di Agea dei titoli conseguenti alle superfici coltivate negli anni di riferimento, hanno percepito il 50% del valore dell’aiuto disaccoppiato, a prescindere che coltivassero o meno pomodoro, mentre il restante 50% è stato suddiviso (91,98 milioni di euro complessivamente) tra coloro che hanno coltivato pomodoro da industria, anche se non produttori storici.
“Dal 2011, quindi sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, cessa il periodo transitorio di disaccoppiamento parziale, inizia il disaccoppiamento totale con l’attribuzione del premio ai produttori storici in forma totalmente disaccoppiata, ovvero indipendentemente dalla coltivazione del pomodoro. In sostanza i titoli sono già stati assegnati nel 2008 e, come avviene per il premio unico, possono essere utilizzati sui terreni eleggibili, senza obbligo di una coltivazione in particolare. Quindi, ribadisce Bisi, non è vero che è obbligatorio coltivare pomodoro per avere l’aiuto. Ma purtroppo ci sono ancora personaggi a cui conviene mettere in giro queste voci; in particolare a coloro che nel 2010 hanno speculato sui produttori di pomodoro e che hanno paura, nel 2011, di non avere più il pomodoro su cui fare affari, siano essi industriali poco corretti, mediatori senza scrupoli oppure Op di carta; forse proprio gli stessi che recentemente, su un quotidiano nazionale, hanno dichiarato che il disaccoppiamento non è una misura sana, ma aiuta le aziende a morire”.
Per approfondire questi importanti argomenti e per individuare le strategie future per il comparto, Coldiretti Piacenza organizza per il giorno 15 novembre alle ore 10, in sala Bertonazzi al Palazzo dell’Agricoltura, una tavola rotonda, moderata dal direttore Massimo Albano, con i principali protagonisti del settore pomodoro; dopo i saluti del presidente Bisi e dell’assessore provinciale all’agricoltura Filippo Pozzi, interverrà il professor Gabriele Canali dell’Università Cattolica di Piacenza, seguiranno Costantino Vaia amministratore delegato della Boschi Food & Beverage e Paolo Gazza direttore Ainpo. L’obiettivo di questo incontro, conclude Bisi, è sviscerare tutti gli aspetti legati alla filiera del pomodoro, dal ruolo del Distretto a quello fondamentale delle Op serie, senza dimenticare le dinamiche di mercato e le strategie di marketing”.
9 Novembre 2010
COLDIRETTI: POMODORO DA INDUSTRIA, UN FUTURO DA COSTRUIRE