9 Ottobre 2010
COLDIRETTI PIACENZA: GRAZIE AD AINPO ED ARP IL POMODORO NON E’ RIMASTO NEI CAMPI

Una campagna pomodoro troppo lunga, caratterizzata da piogge e condizioni di maltempo che hanno fin dalla primavera scorsa, ritardato i trapianti e nelle ultime settimane, impedito  la raccolta del prodotto. Un quantitativo, quindi, che nei giorni scorsi era rimasto ancora in campo e rappresentava per le aziende produttrici una quota importante per il loro reddito e la copertura dei costi.
“Purtroppo ad aggravare questa situazione, dichiara il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi ha contribuito anche la chiusura degli stabilimenti da parte di alcune industrie private, nonostante verbalmente, avessero promesso il ritiro totale del prodotto. Fortunatamente a sbloccare la circostanza sono intervenute Ainpo ed Arp, che hanno tempestivamente raggiunto un accordo per ritirare il pomodoro rimasto in campo. Un’ulteriore riprova di quanto le Organizzazioni di produttori serie, di concerto con le professionali e con le strutture di autotrasformazione abbiano un ruolo determinante per il comparto”.
“Ricordiamo, prosegue Bisi, che la nuova normativa europea sull’Ocm pomodoro, oltre ad introdurre  il disaccoppiamento totale dalla prossima campagna, fortemente voluto da Coldiretti, e che rappresenta uno strumento fondamentale per valorizzare effettivamente il prodotto, elimina l’obbligo per il produttore di essere associato ad una Op e, di conseguenza, il singolo imprenditore agricolo può stipulare il contratto direttamente con le industrie di trasformazione, con tutti i rischi che ne possono derivare; come ad esempio quello che è successo in questi giorni. Di contro sarà altrettanto rischioso il legame con Op che non perseguono direttamente gli interessi degli imprenditori agricoli.
E’ pertanto fondamentale ribadire quanto le Organizzazioni di produttori serie e credibili così come  le strutture di autotrasformazione, (che qualcuno riteneva una formula ormai superata), non abbiano mai fatto venir meno il loro sostegno, consentendo lo sviluppo del comparto e i primati della nostra provincia; e proprio a questi enti Coldiretti garantirà sempre il proprio sostegno.
 “Sono finiti i tempi dei ricatti, conclude Bisi, questo è il tempo di semplificare e omologare il comportamento di tutte le Op. Serve un profondo ripensamento dei ruoli e delle politiche generali e in questa direzione anche la fine dei contributi accoppiati può certamente dare maggiore stabilità e trasparenza, ma soprattutto dobbiamo riuscire a mettere fuori dal sistema chi oggi agisce solo per interessi personali, perché in gioco c’è un settore strategico al quale in Emilia Romagna, e in particolare a Piacenza, non possiamo rinunciare. Così come commetteremmo un grave errore se ci illudessimo di poter mantenere il nostro potere contrattuale senza le Op.”

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