18 Ottobre 2010
COLDIRETTI, PER 1 ITALIANO SU 4 IL MADE IN ITALY VALE IL DOPPIO

L’approvazione del ddl sulla competitività agroalimentare da parte dell’aula della Camera è una grande soddisfazione perché finalmente i cittadini potranno conoscere l’origine di ciò che mangiano. “Questo risultato, dichiara il presidente di Coldiretti Piacenza è un’ulteriore conferma alla strategia della nostra Organizzazione, e la constatazione che il progetto di Filiera Agricola tutta Italiana è l’unico progetto che risponde alle aspettative e ai bisogni della gente, arriva anche dai risultati della prima indagine, che studia il contributo del made in Italy alla ripresa economica realizzata da Coldiretti – Swg e presentata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio”.
Per quasi un italiano su quattro (23 per cento) il cibo italiano dal campo alla tavola vale almeno il doppio, nonostante il momento di crisi economica. Il valore superiore attribuito dagli italiani agli alimenti realizzati con prodotti coltivati o allevati interamente in Italia, è eccezionale con il 65 per cento degli italiani che ritengono valga oltre il 10 per cento in più e la fiducia nel Made in Italy, rispetto al prodotto straniero, è del 91 per cento. Questa  superiorità alimentare è attribuita al rispetto di leggi più severe, alla bontà e freschezza e alla garanzia di maggiori controlli. “L’attenzione all’origine del prodotto, inoltre, prosegue Bisi è evidenziata dal fatto che ben il 97 per cento degli italiani ritiene che dovrebbe essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti contenuti negli alimenti. Si tratta di un riconoscimento dell’impegno degli imprenditori italiani nel garantire la leadership qualitativa nella produzione agricola. Il modello agricolo italiano è vincente nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità delle produzioni”.
Inoltre, sempre secondo l’indagine Swg, sono cresciuti notevolmente gli acquisti diretti di prodotti alimentari e soprattutto la volontà dei consumatori di utilizzare questo canale di distribuzione ed è aumentata la fiducia dei consumatori nei confronti dei marchi degli agricoltori e la contestuale diminuzione verso i marchi industriali.
“Questo dimostra, conclude Bisi, il successo della strategia dell’Organizzazione per una filiera agricola italiana; una strategia che nasce dalla natura stessa della Coldiretti che è innanzitutto una forza sociale in sintonia con la società ed i suoi bisogni.
E’ proprio perché siamo in sinergia con i consumatori e riteniamo l’indicazione dell’origine un diritto di tutti i cittadini che proseguiremo in questa direzione. Se si vuole veramente introdurre l’etichettatura obbligatoria in Italia almeno per alcuni prodotti, si può fare la legge, andare in procedura di infrazione in Europa ed anche arrivare a far causa all’unione Europea. Noi proseguiremo con la nostra strategia affinchè venga raggiunto velocemente questo risultato.

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