27 Maggio 2010
COLDIRETTI: NO ALLA PROPOSTA DI REGOLAMENTO SUL VINO BIOLOGICO

Su indicazione di Coldiretti e delle associazioni di rappresentanza del mondo delle imprese biologiche, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali si è impegnato a votare contro tale proposta, visto che la maggioranza degli altri Stati membri non solo non intende produrre nel breve periodo vino biologico in assenza di anidride solforosa, ma non è neanche disponibile a una soluzione di compromesso, per un periodo transitorio, consistente nel fissare un quantitativo di tale sostanza, per poi scalarne progressivamente il contenuto, fino ad arrivare appunto ad ottenere un vino bio senza la presenza di solfiti.
L' attuale Organizzazione Comune di Mercato prevede come limiti di anidride solforosa per i vini convenzionali rossi secchi 150 mg/l e per i bianchi e rosé secchi 200 mg.
La proposta di regolamento sul vino biologico prevede per i rossi 100/l mg, mentre per i bianchi ed i rosé secchi 150 mg/l. Gli altri paesi europei chiedono addirittura soglie maggiori.
La proposta di mediazione avanzata è di 120 mg per i vini rossi e 170 mg per i vini bianchi e rosé secchi, limiti, dunque, maggiori rispetto a quelli attualmente previsti dalla proposta di regolamento.
Come abbiamo più volte sottolineato, dichiara il responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Piacenza Dario Panelli, l' approvazione di tale disposizione rischia di nuocere gravemente all' immagine del vino biologico presso i consumatori.
Abbiamo inoltre espresso contrarietà rispetto alla norma di deroga che, in presenza di "condizioni metereologiche eccezionali" di una determinata campagna, si applicherebbero limiti di solforosa superiori a quelli previsti dal regolamento, sulla base di una semplice autorizzazione da parte dell'autorità  nazionale.
Si tratta dunque, conclude Panelli, di una disposizione che penalizza i nostri produttori, molti dei quali, già  oggi, sono in grado di ottenere vini bio o biodinamici senza l'ausilio dell'anidride solforosa o, comunque, impiegando quantità  molto più basse di quelle riportate nella proposta di regolamento.

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