Un mercato in costante crescita, quello del Grana Padano, che registra aumenti considerevoli nei prezzi, nei consumi e nelle esportazioni.
Il Grana con 15 mesi di stagionatura ha raggiunto una quotazione di 8 euro al chilo, superiore di 90 centesimi rispetto ai 7,10 euro registrati il 9 agosto scorso con un picco nei prezzi che non si vedeva da quasi 13 anni. Anche quello con 9 mesi di stagionatura sta continuando a salire e adesso oscilla fra i 6,95 e i 7,20 euro al chilo contro i 6,60 di minima toccati in piena estate. In aumento anche i consumi domestici che, rispetto allo stesso periodo del 2009 hanno registrato un + 2,86%, così come il confronto con le esportazioni ha rilevato un incremento del 10,80%.
“E’ una situazione in continuo movimento, commenta il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, soprattutto in riferimento alla nostra provincia, con il 92% del latte destinato a Grana Padano. Un ulteriore indice da prendere in considerazione è quello del latte spot (quello venduto al di fuori dei normali contratti), che sulla base delle rilevazioni sulle piazze di Lodi e Verona oscilla fra 43,30 e 43,82 centesimi al litro (elaborazione Clal su dati Camere di Commercio). Questi valori sono influenzati anche da un calo di produzione in paesi extra Unione Europea come la Nuova Zelanda e l’Australia, a causa di intense perturbazioni”.
“L’analisi, continua Albano, evidenzia un mercato fortemente influenzabile che non consente alle nostre aziende e all’industria di effettuare una programmazione a lungo termine. Proprio per mettere fine a questa guerra del latte, auspichiamo che a Piacenza si possa determinare un prezzo di riferimento locale, attraverso una forte sinergia tra produttori e industria.
Il territorio piacentino si caratterizza per allevatori di altissima professionalità; così come i “nostri” industriali del latte sono fortemente legati allo sviluppo economico del territorio provinciale, a differenza delle multinazionali che considerano il latte italiano unicamente come merce di scambio o peggio ancora di speculazione, a danno dei consumatori”.
Stipulare un accordo quadro per un prezzo piacentino del latte eviterebbe, pertanto, di essere continuamente in “balia” di un mercato fortemente instabile, che non porta vantaggi né al mondo della trasformazione e tanto meno agli allevatori.
“Le nostre stalle, che producono oltre duemilioni di litri di latte, conclude Albano, rischiano di chiudere ed occorre un atteggiamento responsabile che presupponga un maggior equilibrio nella valorizzazione, anche economica, della filiera e dei prodotti italiani che per essere tali devono essere fatti con il latte italiano e non certo con “materie prime” o simili che arrivano dall’estero”.
29 Ottobre 2010
COLDIRETTI: CONTINUA L’AUMENTO DEL GRANA PADANO