In Emilia Romagna nel 2016 erano 387 le cosiddette “bandiere del gusto” le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio regionale ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni; di queste 101 sono delle nostra provincia. E’ quanto ha fatto sapere Coldiretti Piacenza in occasione dello show cooking “Le razdore piacentine all’opera” andato in scena al Buon Vivere, la mostra mercato enogastronomica che si svolge a Piacenza Expo, e all’interno della quale l’Organizzazione agricola ha portato la filiera agricola italiana e piacentina.
In questo patrimonio di specialità, fa sapere Coldiretti Piacenza, troviamo il bargnolino ed il nocino, il cappello del prete, i ciccioli, la coppa arrosto e quella di montagna della Valnure, il lardo e la mariola, la piccola di cavallo, il salame gentile e quello da cuocere, lo stracotto alla piacentina, la ribiola della Bettola, gli anolini e la bomba di riso, la bortellina, il castagnaccio, il buslan e le ciambelline, la chisola e pisarei e fasò, il latte in piedi e mosto cotto, il pan di zucca, il pane con i fichi ed il batarò. Ancora la sbrisolona e i tortelli con la coda, i maccheroni bobbiesi e la torta di patate, l’ aglio bianco piacentino, il doppio concentrato di pomodoro e 10 antiche varietà di ortofrutta. Si tratta, continua Coldiretti Piacenza, di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che la provincia di Piacenza può oggi offrire con orgoglio ai turisti grazie al lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari.
Le razdore Anna Mori e Adele Stomboli hanno portato ai visitatori del Buon Vivere le ricette della torta di patate, in dialetto “turta d’patat” e degli anolini, i famosi “anvei”. “Gli Anvei, ha detto Anna Mori durante lo show cooking, sono per eccellenza il piatto delle feste della cucina piacentina; ogni famiglia ha la sua ricetta che tramanda di generazione in generazione. Il segreto della ricetta della nostra famiglia sono i prodotti locali come ingredienti: da un buon Gutturnio per cuocere lo stracotto da utilizzare come ripieno al Grana Padano utilizzato per insaporirlo. Fondamentale ha concluso la Mori, la cottura della pasta ripiena nel brodo “in terza” cioè ottenuto da tre diversi tipi di carne manzo, cappone e maiale.”
“La torta di patate De.Co di Farini, ha raccontato la Stomboli, è il piatto contadino per eccellenza. Oltre settanta anni fa, dopo la raccolta delle patate in agosto, si procedeva con la produzione di questa torta che veniva servita nelle feste di paese. Ancora oggi è una delle specialità della cucina tradizionale importantissima per il nostro territorio, dove storicamente la produzione di patate ha permesso di contrastare lo spopolamento delle montagne permettendo il graduale ritorno dal dopo guerra ad oggi.”
Durante la tre giorni al Buon vivere non è mancata la solidarietà: oltre 1000 gli euro raccolti con la vendita delle Caciotte salva stalle fatta con il latte delle aziende agricole terremotate del centro Italia. La solidarietà proseguirà con la vendita del Cacio Amico (fatto con latte bovino e ovicaprino), mercoledì 8 marzo durante il Mercato di Campagna Amica interregionale organizzato nell’area davanti al Palazzo dell’agricoltura