8 Luglio 2010
BISI (COLDIRETTI): LE MULTE PER LE QUOTE LATTE VANNO PAGATE

Il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi riprende quanto sottolineato dal presidente nazionale Sergio Marini evidenziando che l’emendamento presentato alla manovra finanziaria sulla proroga del pagamento delle quote latte non ha nulla a che fare con la crisi agricola perché se così fosse dovrebbe riguardare tutti i settori e tutte le scadenze, dalle cambiali agrarie ai contributi previdenziali, dalle imposte dirette alle indirette.
“La questione vera, che non si vuole raccontare, è che, ha dichiarato il presidente Marini,  si cerca di trovare un ulteriore escamotage per allungare i termini di pagamento a chi non ha mai pagato le multe del latte, magari per agganciarsi a quell’improbabile filo di speranza secondo il quale l’Italia non avrebbe mai sforato la propria quota produttiva e pertanto nulla sarebbe da pagare.”
Coldiretti ha sempre lavorato per la legalità e la trasparenza; prova ne sono le recenti sentenze del Tar del Lazio con i quali si impugnavano le comunicazioni Agea finalizzate al versamento ed alla rateizzazione del prelievo supplementare ai sensi della legge n. 33 del 2009.
Coldiretti, a differenza di altri, si è costituita in giudizio nei principali ricorsi proposti per chiederne il rigetto, facendo presente l’infondatezza dei motivi prospettati e la distorsione concorrenziale che il contenzioso andava a produrre nei confronti degli allevatori in regola, anche per effetto della prolungata sospensione delle procedure di recupero dei debiti.
“Ci sarebbe molto da raccontare, ha proseguito Bisi, ma noi a questo punto ci siamo proprio stancati. Noi, come sempre, rispetteremo le leggi vigenti, ma si sappia fin da ora che altrettanto dovrà fare lo Stato. Se dovessero cambiare le carte in tavola non tarderemo un giorno ad utilizzare tutti gli strumenti di cui disponiamo per far restituire i soldi a tutti quegli allevatori che in questi anni hanno pagato multe non dovute e acquistato quote non necessarie. Non ci si azzardi a pensare di scaricare su chi ha semplicemente rispettato le leggi la sciatteria di uno Stato sulla cui credibilità in questo caso, dovremmo seriamente interrogarci.”
“Coldiretti, ha concluso Bisi, vuole essere un‘Organizzazione che intende governare i processi, impegnandosi per i risultati. In maniera coerente e trasparente, ma anche scomoda, ci siamo posti l’obiettivo di cercare di superare il clima di demagogia, consapevoli che in Italia aiuteremo le nostre stalle solo se avremo una etichetta chiara. Non possiamo più tollerare che arrivino enormi quantitativi di prodotti dall’estero, come abbiamo visto in questi giorni nel corso della nostra mobilitazione, e vengano “magicamente” trasformati in prodotto italiano provocando grave danno per la nostra agricoltura e per i consumatori.”

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