14 Gennaio 2011
ALBANO (COLDIRETTI): “BASTA LATTE STRANIERO, VALORIZZIAMO IL PRODOTTO LOCALE”

Un litro di latte su cinque consumati nel nostro Paese, proviene dalla Germania che è il principale fornitore di latte e derivati dell’Italia, con quasi 41 milioni di quintali all’anno in equivalente latte (latte, latticini e formaggi); questi numeri sono solo la punta di un iceberg e  rendono  improcrastinabile l’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti. “L’approvazione definitiva del provvedimento, commenta il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, prevista per il 18 gennaio è una grande vittoria della nostra Organizzazione e una risposta concreta dell’Italia ad un problema che sta raggiungendo enormi dimensioni. L’emergenza tedesca evidenzia la vulnerabilità di un Paese come l’Italia dove oltre il 50 per cento della spesa è anonima; una situazione particolarmente grave in occasione di pericoli sanitari come quelli in corso in Germania”.
Per questo negli ultimi giorni sono crollati i consumi di formaggi low cost spesso ottenuti utilizzando latte e cagliate di latte straniero anche se “spacciati” come nazionali.
“Oggi più che mai, prosegue Albano, la nostra legge nazionale rappresenterebbe un punto a favore della civiltà e della democrazia, ma anche un chiaro monito alla Ue: quando forze sociali, consumatori e cittadini fanno squadra è possibile sconfiggere le lobby e far vincere la gente; se è in gioco la salute e la sicurezza di ciò che mangiamo si deve agire subito e non darsi tre anni per rifletterci, come vuole fare l’Europa; inoltre questa nuova emergenza cozza clamorosamente con la inerzia comunitaria, riaffermata ancora pochi giorni fa quando, nonostante il parere favorevole del Parlamento Europeo espressione dei cittadini, il Consiglio Europeo dei Ministri della salute (con la sola eccezione dell’Italia e pochi altri paesi) ha espresso contrarietà all’etichetta obbligatoria europea con l’origine degli alimenti”.
“Non possiamo più aspettare, ribadisce il presidente dell’Associazione Piacentina Latte Fabio Minardi, è necessario colmare i ritardi normativi che da ormai troppo tempo, causano gravi danni ai cittadini consumatori e provocano la chiusura delle nostre aziende agricole non sufficientemente  remunerate per i propri prodotti. Il prezzo del latte ne è un esempio eclatante. Nonostante oggi il mercato del Grana Padano consentirebbe un prezzo al litro di molto superiore a quello attuale, e il latte spot viene venduto a 43 centesimi al litro, non riusciamo a concludere le trattative, con gli industriali della trasformazione, che si sono riaperte in questi giorni. Se effettivamente tutto il sistema ritiene, come noi da tempo affermiamo, che per mantenere i primati delle nostre produzioni è doveroso remunerare adeguatamente gli allevatori, dobbiamo conseguentemente dare finalmente stabilità ad un settore vitale per l’intero territorio. Questo è il motivo per cui abbiamo ritenuto di organizzare, conclude Minardi, un incontro aperto a tutti gli allevatori per mercoledì 19 gennaio alle ore 10.00 presso la sala Bertonazzi del Palazzo dell’Agricoltura a Piacenza, in cui interverrà il vice presidente nazionale Coldiretti e presidente regionale Lombardia Nino Andena, per analizzare le posizioni del mondo allevatoriale e la strategia per gli incontri futuri.

L'ETICHETTA CON L'ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI

I CIBI CON LA CARTA DI IDENTITA'
 
E QUELLI SENZA
 
Carne bovina
Carne di pollo e derivati
Passata di pomodoro
Frutta e verdura fresche
Cioccolata
Uova
Miele
Latte fresco
Pesce
Olio extravergine d’oliva
 
Carne di maiale e salumi
Carne di coniglio
Frutta e verdura trasformata
Derivati del pomodoro
Latte a lunga conservazione
Derivati dei cereali 
Formaggi
Carne di pecora e agnello
Latte a lunga conservazione
 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

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