23 Giugno 2016
AGRICOLTURA: MANIFESTAZIONE COLDIRETTI

Chiameremo ancora in causa il presidente della Regione Emilia Romagna perché si faccia garante delle promesse fatte davanti a 7.000 agricoltori di Coldiretti, dei quali oltre 600 provenienti da Piacenza, che hanno lasciato i campi in piena campagna per manifestare oggi a Bologna. È quanto afferma Coldiretti Piacenza dopo l’intervento in videoconferenza con la piazza del presidente Stefano Bonaccini che si trovava a Roma per impegni istituzionali precedentemente assunti.
Il presidente della Regione, chiamato in causa da Coldiretti per i colpevoli ritardi dell’assessore all’Agricoltura Simona Caselli, ha annunciato l’intenzione di voler convocare immediatamente un tavolo di confronto sul tema dei danni da fauna selvatica e di voler confrontarsi anche con Bruxelles sulle gestione degli animali selvatici che, fa sapere Coldiretti, in Italia sono patrimonio indisponibile dello Stato, mentre nella maggioranza dei Paesi europei sono proprietà privata degli agricoltori o res nullius (bene a disposizione di tutti). Sulla burocrazia, il presidente della Regione ha ricordato che per l’applicazione del silenzio assenso è pronto a confrontarsi con i rappresentanti degli agricoltori per estendere i provvedimenti per lo snellimento della burocrazia, come chiesto oggi da Coldiretti.
A scatenare la mobilitazione, ricorda Coldiretti Piacenza, oltre alla gestione del problema dei danni da fauna selvatica è stato anche il peso della burocrazia inutile che affligge l’agricoltura regionale, con gravi ritardi nell’applicazione di norme di semplificazione. Lentezze e ritardi, per non dire immobilismo, dell’assessore all’Agricoltura, caccia e Pesca, Simona Caselli aggravano sempre di più la situazione basti pensare che l’assessorato Agricoltura fino a un mese fa aveva annunciato di voler pagare per la lotta integrata solo il 25 per cento delle domande, lasciando fuori 3 domande su 4, nonostante ne avessero i requisiti.
“Ci preoccupa, ha detto il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti, che la Regione abbia deciso solo all’ultima ora di reperire risorse sull’agroambiente e di prendere alcuni provvedimenti sulla burocrazia, che attendevamo da anni. Ai produttori che da gennaio fanno investimenti per rispettare disciplinari di produzione severissimi, non bastano più i comunicati e gli annunci, vogliamo la certezza che i nostri sforzi vengano riconosciuti da subito altrimenti perdiamo competitività rispetto ai colleghi di altre regioni e ai concorrenti stranieri. Al mercato non interessa che i disciplinari siano diversi e tanto meno che vi sia disparità di risorse messe a disposizione tra una regione e l’altra. Non sapere se e quando si prenderà il contributo crea un serio problema nella programmazione delle attività ed un mancato controllo dei costi. In queste condizioni non possiamo fare Impresa, l’agricoltura merita di meglio, merita di essere messa nelle condizioni di lavorare.”
“Accogliamo con soddisfazione, ha detto il presidente regionale di Coldiretti Mauro Tonello le promesse fatte dal presidente Bonaccini, e per questo terremo monitorate le decisioni della Regione, affinché gli impegni presi davanti alla piazza gremita si trasformino in azioni. Solo i fatti potranno dare soddisfazione a Coldiretti e ai suoi associati”.

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