I prodotti alimentari italiani sono quasi ventidue volte più sicuri di quelli extracomunitari per quanto riguarda il contenuto in residui chimici. È quanto afferma Coldiretti Piacenza in riferimento all’allarme di Legambiente sui pesticidi, sulla base dell’ultima relazione dell’Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) dalla quale si evidenzia che il 6,5% per i campioni provenienti da paesi extracomunitari, conteneva residui superiori ai limiti di legge, soprattutto per la presenza di tracce di pesticidi non approvati nell'Ue. Al contrario secondo il “National summary reports on pesticide residue” pubblicato dall’Efsa appena lo 0,3% dei prodotti Made in Italy, sottolinea Coldiretti Piacenza, contiene residui chimici oltre il limite mentre la percentuale sale all’1,6 per cento per i prodotti di origine comunitaria.
“L’invasione di prodotti alimentari provenienti dall’estero, spiega Marco Crotti, presidente di Coldiretti Piacenza, aumenta dunque il rischio per i consumatori. La “classifica dei cibi più pericolosi” elaborata dalla Coldiretti sulla base del Rapporto del Ministero della Salute sul sistema di allerta europeo per quanto riguarda i pesticidi vede in testa per pericolosità le spezie dall’India come il peperoncino ma anche i fichi secchi e i peperoni dalla Turchia e poi frutta e verdura dall’Egitto come olive e fragole e i broccoli ed i funghi dalla Cina.”
“Da questi paesi, prosegue il presidente, arrivano spesso cibi diventati di gran moda in Italia come ad esempio la curcuma originaria dell’India o le bacche di goji, i fagioli azuchi e lo zenzero che sono in gran parte di provenienza cinese. Centrale dunque è il sistema dei controlli con particolare attenzione ai prodotti importati dall’estero. Al contrario l’agricoltura italiana è la più green d’Europa: possiamo annoverare 288 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) e 415 vini Doc/Docg, il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di operativi biologici circa 60mila con quasi 1,5 milioni di ettari coltivati o in conversione.”
In Emilia Romagna, secondo le elaborazioni di Coldiretti regionale su dati del Sinab, il Sistema di Informazione nazionale sull’Agricoltura biologica, l’agricoltura biologica conta circa 4.000 operatori su una superficie di oltre 100 mila ettari. Anche a Piacenza l’offerta biologica cresce con 482 tra produttori e trasformatori biologici a maggio 2016 (in crescita rispetto all’anno precedente del 17,6 per cento) e quasi 10 mila ettari di terreno coltivato con questo metodo di produzione.
3 Febbraio 2017
COLDIRETTI, ALLARME PESTICIDI AUMENTA 22 VOLTE IN CIBI EXTRAUE