28 Febbraio 2015
COLDIRETTI SU QUOTE LATTE: EREDITÀ DEL PASSATOCOLPISCE IL PAESE A FINE REGIME

“Una pesante eredità fatta di troppe incertezze e disattenzioni nei confronti dell’Europa nell’attuazione del regime delle quote latte che terminerà il prossimo 31 marzo con il rischio concreto per gli allevatori dell’arrivo di nuove multe.”
Così Coldiretti Piacenza commenta la decisione della Commissione europea di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia Ue per il mancato recupero dei prelievi dovuti dagli allevatori che hanno superato le quote latte individuali per il periodo compreso fra il 1995 e il 2009. Quest’anno per il superamento del livello quantitativo di produzione dell’Italia, assegnato dall’Unione Europea, dopo quattro anni in cui nessuna multa è stata dovuta, gli allevatori italiani rischiano di dover pagare. Da un’analisi della Coldiretti sulla base dell’ultimo aggiornamento dei dati Agea, infatti, si evidenzia un aumento della produzione del 3,24 per cento rispetto allo scorso anno, con un incremento in valori assoluti di 2,561 milioni di quintali, sulla base dei primi nove mesi della campagna relativa al periodo che va dal 1 aprile 2014 al 31 marzo 2015.
La questione quote latte è iniziata oltre 30 anni fa, nel 1983, con l’assegnazione ad ogni Stato membro dell’Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori. “All’Italia, fa sapere Fabio Minardi, presidente di Apl, fu assegnata una quota molto inferiore rispetto al consumo interno di latte. Certo è però che negli anni si è concretizzata una disattenzione nei confronti delle politiche comunitarie sulla quale si sono accumulati errori, ritardi e compiacenze che hanno danneggiato la stragrande maggioranza degli allevatori italiani che si sono messi in regola ed hanno rispettato le norme negli anni acquistando o affittando quote per un valore complessivo di 2,42 miliardi di euro.”
Le pendenze alle quali fa riferimento l’Unione Europea riguardano appena duemila produttori con 600 di loro che devono pagare somme superiori a 300.000 euro, cioè la gran parte del debito. Un comportamento che - commenta la Coldiretti - fa concorrenza sleale alla stragrande maggioranza dei 36mila allevatori italiani e mette a rischio le casse dello Stato. Nella nostra regione il numero degli allevatori non in regola con le quote è sempre stato marginale. Secondo i dati del ministero delle Politiche agricole, infatti, su 4.200 allevatori che in Emilia Romagna producono latte in piena legalità, sono 80 quelli non in regola con le quote.
“Quello che si preannuncia, chiarisce Minardi, è quindi il primo splafonamento dopo l’introduzione della legge 33 del 2009 la quale prevede la possibilità di compensazione per gli allevamenti di montagna e delle zone svantaggiate, a quelli che non hanno superato il livello produttivo 2007-2008 e ultimi, in ordine prioritario, a quegli allevamenti che producono entro e non oltre il 6 per cento della quota loro assegnata.”
Dopo la mobilitazione degli allevatori firmata Coldiretti, è stato annunciato, dal Commissario Europeo all’agricoltura Phil Hogan, un provvedimento per permettere di rateizzare le multe di quest'anno a carico degli allevatori - per un massimo di tre anni e senza interessi per consentire di spalmare l’aggravio in modo sopportabile per poter andare avanti a lavorare nel settore. Sempre in risposta alle richieste di Coldiretti, il ministero delle Politiche Agricole sta predisponendo un decreto per rendere operativo il piano latte qualità che porta ad uno stanziamento di 108 milioni di euro, divisi in tre anni, per gli allevamenti italiani.

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