due foto della diga del Molato scattate nella giornata di ieri dal Consorzio di Bonifica
“Sotto la neve c'è il pane; sotto la pioggia c'è la fame”. Sicuramente un antico e altrettanto vero proverbio, se non fosse che il pericolo derivante dal ghiaccio e dalle basse temperature potrebbe causare gravi danni all’agricoltura.
Tanto questa neve può servire a rimpinguare le falde che rischiavano il pericolo di siccità, quanto è alta la preoccupazione per le previsioni dei prossimi giorni.
“Proprio per monitorare costantemente il maltempo di questi giorni, ha sottolineato il direttore di Coldiretti Piacenza Massimo Albano, i tecnici e funzionari dei nostri uffici, stamattina hanno effettuato una verifica nelle zone più disagiate per controllare la situazione”.
“La neve caduta nelle ultime 48 ore, commentano i tecnici dell’Organizzazione, tocca punte elevate nelle aree più montane, dai 200 cm di Zerba ai 110 nelle zone più alte di Morfasso, Ferriere o Gropparello, per scendere ai 70 cm di Farini, 50 a Bettola e via via a diminuire fino a 20 cm nelle zone della Bassa”.
Ovviamente le strade principali sono state liberate, anche se con il gelo si è formata una coltre ghiacciata rischiosa per la circolazione, in particolare per i mezzi pesanti che devono ritirare il latte dalle stalle o effettuare consegne indispensabili per l’alimentazione degli animali. Un po’ meno fortunate le frazioni di collina e montagna in cui spesso gli spartineve ritardano con evidenti disagi per la circolazione.
“Fortunatamente, prosegue Albano, non ci sono frazioni isolate, ma tanta preoccupazione per le prossime ore. Già la notte scorsa con le temperature che sono scese ben al di sotto dello zero si sono registrati i primi problemi nelle stalle di collina e montagna, in cui gli allevatori hanno dovuto abbeverare gli animali manualmente perché i tubi sono completamente ghiacciati, oppure utilizzare sistemi riscaldanti per impedire la rottura degli impianti”.
Fondamentale anche l’opera di monitoraggio che sta svolgendo il consorzio di Bonica, il presidente Zermani, interpellato dagli uffici di Coldiretti, informa che “in merito alle intense nevicate verificatesi in questi ultimi giorni le opere di bonifica hanno svolto il loro compito.
Preoccupazione per quanto riguarda i circa 60 acquedotti rurali gestiti dallo stesso Consorzio ubicati nel territorio montano: con la mancanza di piogge il normale rimpinguamento delle falde non sta avvenendo, questo potrebbe causare quindi alcuni problemi alle sorgenti di montagna che solitamente portano acqua alle frazioni isolate; in tale caso il Consorzio interverrà con cisterne d’acqua per tamponare il momentaneo disagio a queste piccole frazioni ancora abitate. Inoltre con il repentino calo di temperature potrebbero verificarsi non pochi problemi a tali acquedotti rurali.
“Ovviamente, conclude il direttore Albano, se la neve di questi giorni non ha causato disagi all’agricoltura, certo l’abbassamento brusco delle temperature potrebbe provocare danni non solo alle strutture ma anche alle coltivazioni, in particolare alberi da frutto e vigneti.