25 Febbraio 2011
COLDIRETTI: L’AGRICOLTURA TORNI PROTAGONISTA DELLA PAC POST 2013

Il documento rappresenta un deciso passo avanti verso la condivisione di un modello agroalimentare dove la centralità e il protagonismo tornano nelle mani degli agricoltori e del territorio ma anche un forte pungolo a Governo e Parlamento italiano ed alla Unione Europea per sostenere una idea di futura politica agricola comune (Pac) decisamente orientata all’impresa agricola professionale, che va al mercato e che opera sul territorio e ad una filiera agroalimentare gestita dagli agricoltori. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento al Forum sulla “Pac verso il 2020” promosso dal Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, in riferimento alla sottoscrizione del documento da parte di tutte le rappresentanze della filiera (organizzazioni agricole cooperative e sindacati con esclusione dell’industria) sulla riforma della politica agricola comune.
“Trasparenza, filiera corta, informazione ai consumatori, qualità, più efficaci strumenti di mercato, assicurazione al reddito, difesa del budget, sussidiarietà e semplificazione, ed ancora centralità del lavoro e contrasto alla rendita fondiaria sono, sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, le parole chiave del documento. Ognuno di queste tematiche  rappresenta un elemento fondamentale storico nel sostegno al nostro progetto di filiera agricola italiana firmata dagli agricoltori. E’ un grande risultato per Coldiretti,  perché sono state raccolte e sottoscritte le nostre tematiche con l’obiettivo di rendere finalmente l’agricoltura protagonista”.
Bisogna sottolineare che si tratta di risorse rilevanti sul bilancio delle imprese agricole, anche se secondo una analisi della Coldiretti, l’Italia, pur realizzando il 12,5 per cento della produzione agricola lorda e il 17 per cento del valore aggiunto comunitario ed essendo leader in Europa nella qualità e nel rispetto ambientale, riceve soltanto il 10 per cento della spesa agricola dell’Unione.
“Il documento sottoscritto, ribadisce Bisi, sostiene una Pac che favorisca la competitività dell’agricoltura sotto il profilo economico ambientale e sociale, che sia in grado di innovare le attuali inefficienze nella fase di programmazione e gestione dell’offerta, che risponda alle domanda dei consumatori in tema di informazione e trasparenza, che crei le condizioni per il protagonismo e la gestione diretta, da parte degli agricoltori, di filiere corte e trasparenti per favorire l’occupazione, che ridia centralità al territorio e alla economia reale. Si vuole uno sviluppo rurale che assuma una caratterizzazione decisamente più agricola rispetto al passato, per evitare dispersione di risorse e per stimolare un modello produttivo che combini sostenibilità economica sociale ed ambientale e che concentri le risorse verso le imprese e il mercato”.
“Quindi, conclude Bisi, un Psr che finanzi gli investimenti tesi all’innovazione, all’organizzazione, alla promozione, all’accorciamento, all’efficienza e alla trasparenza delle filiere, con la richiesta del superamento dei limiti dimensionali per le imprese di filiera, ma solo nei casi in cui queste siano controllate dai produttori agricoli”.

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