15 Aprile 2011
IL NOSTRO POMODORO? ROSSO E TRASPARENTE

Per il secondo anno consecutivo la Fiera dell’Angelo di Borgonovo sarà aperta da un importante convegno, frutto della sinergia tra l’amministrazione comunale, la provincia e Coldiretti Piacenza.
“Il pomodoro che rappresenta per il nostro territorio un comparto fondamentale, con circa 12.000 ha coltivati, costituisce anche un toccasano per la salute”. Con queste parole il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi illustra le motivazioni del convegno che si terrà a Borgonovo il 18 aprile alle ore 20.30. “Recentemente inoltre, prosegue il presidente, è stato definito da un quotidiano “la verdura nazionale”, visto che è l’ingrediente principale di alcuni dei piatti italiani per eccellenza”.
Uno studio pubblicato sull’American Journal of Lifestyle Medicine spiega che un consumo regolare di pomodoro riduce il rischio di cancro, malattie cardiovascolari, deficit cognitivi e osteoporosi; gran parte del merito va al licopene, un potente antiossidante che continua ad essere presente anche dopo la cottura
“Insomma, continua Bisi, un vero e proprio medicinale naturale. Ovviamente è indispensabile che si tratti di pomodoro italiano, non perché quello proveniente dall’estero non contenga licopene, ma per una serie di motivazioni legate alla sicurezza alimentare, ai controlli lungo la filiera, all’utilizzo di certi prodotti fitosanitari che in Italia sono ormai vietati da anni, senza dimenticare la sostenibilità e l’etica ambientale per noi fondamentale”.
“Parlando di trasparenza, ribadisce il responsabile area economica di Coldiretti Piacenza Giovanni Morini, non potevamo non analizzare il fenomeno dell’agropirateria; la contraffazione dei prodotti agro-alimentari italiani nel mondo, vale oltre 60 miliardi di euro e manifesta un trend in continua crescita che schiaccia i poco più di 25 miliardi di euro di esportazioni italiane. Pensiamo cosa vorrebbe dire per la nostra economia recuperare anche solo una parte di questo mercato”.
L’immagine dell’Italia e dei prodotti italiani all’estero è vincente, ma è troppo frequentemente utilizzata da soggetti, che nulla hanno a che vedere con il nostro paese.
Due cosce  su tre di maiali trasformati in prosciutti sono allevati all’estero senza che nessuno dica né  da dove arrivano né come vengono nutriti; il 70% del latte Uht è importato e una buona metà delle mozzarelle è prodotta con latte se non addirittura con cagliate provenienti da non si sa quale paese.
“Per questo conclude Bisi, è assolutamente necessario che vengano emanati i decreti applicativi riguardante la legge sull’etichettatura obbligatoria entrata in vigore a gennaio. E noi proseguiremo su questa linea affinchè si arrivi definitivamente all’indicazione dell’origine su tutti i prodotti, così come richiesto dal 97% dei cittadini".
Nell’ambito dell’iniziativa di lunedì 18 aprile, saranno presentati “il frigo degli orrori” e la “dispensa del cibo amico” per mostrare concretamente quanti prodotti vengano comunemente “spacciati” come made in Italy, richiamando i colori e i loghi del nostro Belpaese, pur non avendo nulla di italiano.
Al convegno moderato dal giornalista Paolo Massobrio, interverranno, Filippo Pozzi assessore provinciale all’agricoltura, Marco Crotti presidente Cio, Paola Riscazzi dell’Università Cattolica di Piacenza, Rolando Manfredini capo area sicurezza alimentare Confederazione Nazionale Coldiretti e Rosario Trefiletti presidente nazionale Federconsumatori
Scarica il  pieghevole-invito dell’iniziativa

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