6 Maggio 2011
NITRATI: GRAZIE A COLDIRETTI RAGGIUNTO L’ACCORDO CHE SALVA LE STALLE ITALIANE

"L’approvazione dello schema di accordo per l’aggiornamento delle zone vulnerabili e l’adeguamento dei programmi di azione previsti dalla direttiva nitrati  è un passo determinante per salvare gli allevamenti italiani e continuare ad assicurare la produzione di salumi e formaggi Made in Italy".
Ad affermarlo è il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell’esprimere apprezzamento per il lavoro dei Presidenti e degli Assessori regionali che ha portato cinque regioni del Nord maggiormente interessate (Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia) ad elaborare uno schema di accordo che è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.
"Da parte del Governo un ruolo decisivo, sottolinea Marini, è stato svolto dal Ministro delle Politiche Agricole Saverio Romano e dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Si tratta di una posizione chiara e comune per tutte le diverse realtà regionali che  subordina l’applicazione della disciplina alla realizzazione di un’indagine finalizzata all’aggiornamento della delimitazione territoriale sottoposta a vincolo e a una revisione più complessiva degli adempimenti previsti a carico delle imprese agricole".
“Come avevamo scritto nei giorni scorsi, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, serviva chiarezza anche sul nostro territorio: a Piacenza la zootecnia rappresenta un comparto fondamentale, sono circa 1200 aziende di cui oltre il 62% di Coldiretti.
Per cercare di smascherare le opacità e le congetture che penalizzavano il settore, la nostra Confederazione ha messo in campo un’azione significativa, predisponendo uno schema di accordo e  una serie di comunicazioni con i governatori e gli assessori delle regioni interessate. E questo, è per noi, un grande risultato”.
La partita si sposta ora a Bruxelles dove tocca allo Stato italiano difendere l’accordo raggiunto per evitare la chiusura delle stalle italiane gravate  ingiustamente di responsabilità fino ad ora esclusive. In attesa di trovare soluzioni agronomiche adeguate occorre dunque distribuire il peso dei vincoli in misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento compresa la depurazione civile. Per far questo, però, è necessario avviare studi analitici con monitoraggi precisi e aggiornati.
“Occorre sottolineare, ha ribadito Bisi, come su una tematica così importante abbiamo trovato un adeguato riscontro in termini di concretezza e serietà, nelle scelte del potere pubblico, perché siamo stati coerenti alle ragioni di tutela delle nostre imprese. Abbiamo dimostrato che le ragioni dell’agricoltura e delle condizioni di competitività delle imprese coincidono con gli interessi generali”.
“Inoltre, anche questa volta, ha concluso il presidente provinciale di Coldiretti, nessuno ci ha regalato niente e, per l’ennesima volta, abbiamo dovuto in solitudine, ma con la determinazione di sempre, fare un percorso che premierà tutti gli allevatori italiani”.
 

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