13 Dicembre 2011
“IL CUORE E’ IL PRIMO TERRENO DA COLTIVARE”

Sarà un momento particolarmente importante quello che Coldiretti Piacenza organizza venerdì 16 alle ore 11.45 al Palazzo dell’Agricoltura a Piacenza; un appuntamento non solo per lo scambio degli auguri natalizi, ma anche per riflettere su temi che stanno particolarmente a cuore all’Organizzazione, che “ispira la propria azione alla storia e ai principi della scuola cristiano-sociale” come cita l’articolo 1 dello Statuto.
“Papa Giovanni Paolo II° durante il giubileo dell’anno duemila, ha ricordato il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, aveva detto al mondo agricolo: “Operate in modo da resistere alle tentazioni di una produttività e di un guadagno che vadano a discapito del rispetto della natura. Da Dio la terra è stata affidata all'uomo perché la coltivasse e la custodisse. Quando si dimentica questo principio, facendosi tiranni e non custodi della natura, questa prima o poi si ribellerà”.
“Proprio perché consideriamo l’agricoltura “produttrice di vita”, prosegue Bisi, dobbiamo recuperare quei valori nel sistema cibo. Il cibo non è semplicemente un oggetto, una bicicletta che deve funzionare, deve essere bella, deve costare poco e poi, sostanzialmente se la adoperiamo o meno, poco importa. Il cibo è molto di più e Coldiretti cerca di fare quello: di recuperare nel cibo una serie di componenti immateriali che sono la socialità, il valore etico dei processi produttivi, la sostenibilità, l’ambiente, il legame con il territorio ecc..
Se il cittadino consumatore riacquisisce questi elementi, prosegue il presidente,  probabilmente è disponibile a considerare il cibo non semplicemente merce, che deve costare il meno possibile e basta, ma inizia a considerarlo quasi un bene comune, e pertanto quando si verificano fenomeni speculativi inizia ad indignarsi. L’errore di considerare il cibo come una merce qualunque, legittima le speculazioni sulle materie prime che provocano fame e morte ma anche gli enormi sprechi  delle società più ricche, dove ci si sente autorizzati a buttare ciò che si paga”.
“Attraverso questa nostra azione, ribadisce Bisi, non abbiamo fatto soltanto l’interesse del mondo della produzione agricola, ma facciamo anche un passo in avanti per un modello di consumo e di produzione più sostenibile che va nella direzione giusta per tutti. Questa secondo noi è la strada giusta per cambiare e noi ci stiamo provando; stiamo cercando di “introdurre” una nuova cultura che trasformi il prodotto agricolo da merce a cibo con tutti quei valori immateriali, etici e sociali”.
Con l’incontro di venerdì, moderato dal direttore di Libertà Gaetano Rizzuto, grazie alla presenza di S.E. il vescovo di Piacenza Monsignor Gianni Ambrosio, del presidente della Provincia Massimo Trespidi e del consigliere ecclesiastico di Coldiretti don Stefano Segalini, si vuole riflettere su una  “nuova” cultura rispettosa del creato attraverso una lettura dell’attuale contesto economico, sociale e culturale, tenendo sempre fede ai principi di Organizzazione Cattolica.

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