“La manovra era necessaria, sia chiaro! Non è in discussione né la manovra né la sua entità e nemmeno il fatto che l’Italia deve fare sacrifici; nessuno come il mondo agricolo sa cosa siano i sacrifici. Quello che si chiede è giustizia ed equità e rispetto a questo si poteva fare sicuramente meglio”. Così il presidente di Coldiretti Luigi Bisi commenta il provvedimento del governo Monti.
“Se pensiamo ai terreni, prosegue il presidente, non è possibile che l’Imu sia applicata nella stessa misura all’imprenditore agricolo che il terreno lo utilizza per viverci, per fare impresa e a chi il terreno lo usa per fini speculativi e magari non ha nemmeno una partita iva. Diciamo che l’emendamento con il quale si prevede la differenziazione sostanziale del trattamento fiscale, rappresenta un primo segnale che dovrà però essere esteso come principio e rafforzato nei numeri. Allo stesso modo la doppia tassazione dei fabbricati rurali è inconcepibile. Ci sono delle ingiustizie che gridano vendetta e non costerebbe nulla correggere queste iniquità. Inoltre, non possiamo nemmeno considerarli delle sviste, perché nei vari incontri preparatori la nostra Confederazione ha presentato emendamenti già scritti a costo zero, che però creerebbero giustizia, e in un momento in cui si chiede rigore e sacrifici, la giustizia è fondamentale per far accettare a tutti i sacrifici”.
“Se poi consideriamo il concetto di crescita, che doveva prevedere la manovra, continua Bisi, praticamente nessuna delle misure è applicabile per il settore agricolo. Anche in questo contesto abbiamo presentato delle proposte per rendere la filiera agricola più trasparente e più competitiva. Cito una cosa semplicissima, perché per risollevare le sorti di questo nostro Paese sono necessarie cose semplici ma efficaci e facilmente applicabili. Abbiamo chiesto, per esempio, che i contratti di compravendita con la grande distribuzione vengano fatti obbligatoriamente in forma scritta e con l’introduzione del prezzo. E’ una cosa ovvia, non costa nulla, crea trasparenza ed evita situazioni speculative che tutti conosciamo. Ma sarebbe un elemento fondamentale per creare coraggio, disponibilità, volontà del mondo agricolo che in un momento di crisi serve, soprattutto nel settore primario”.
“Auspichiamo, quindi conclude Bisi, che nella manovra successiva che sicuramente ci sarà, sia previsto spazio anche per la crescita, perché noi siamo convinti che qualcosa di meglio si poteva indubbiamente fare. Di certo finita “l’emergenza manovra” apriremo un confronto con il Parlamento e il Governo per riaffermare il ruolo strategico di un settore determinante dell’economia reale, una leva competitiva formidabile per il Made in Italy nel mondo. Ruolo che evidentemente sfugge ancora a troppi”.
15 Dicembre 2011
COLDIRETTI PIACENZA: MANOVRA INIQUA E INGIUSTA PER IL SETTORE AGRICOLO