Anche stavolta a rimetterci saranno i cittadini consumatori, oltre che gli imprenditori agricoli! E’ con questa frase che il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi e il presidente del Consorzio di Bonifica Fausto Zermani commentano la notizia pubblicata dalla stampa locale, rispetto al fatto che le normative regionali, per ora impediscono di procedere con lo studio e la progettualità di una diga.
Una premessa è doverosa, continuano i due presidenti, la nostra non è una posizione politica ma strettamente economica; non vogliamo entrare in una polemica sterile legata a questioni politiche e partitiche ed a questo proposito sarebbe auspicabile che il “dibattito diga” non costituisse il pretesto per un “conflitto” tra maggioranza e minoranza.
E’ indispensabile ripensare alla risorsa idrica come bene per i cittadini e non solo per l’agricoltura; occorre considerare le possibilità legate alla produzione di energia e al turismo, solo per citare alcune opportunità, che porterebbero economia al territorio, posti di lavoro e un rilancio della vallata. Siamo anche noi assolutamente d’accordo rispetto alla necessità di valutare attentamente l’impatto ambientale, anche perché chi più di noi agricoltori ha a cuore il territorio e il presidio dello stesso? Siamo noi, per esempio che permettiamo alla montagna di restare viva ed abitata; ma il problema dell’acqua sussiste ed occorre trovare una soluzione.
A questo punto una domanda ci sorge spontanea, proseguono Bisi e Zermani, tutti gli incontri tecnici del tavolo del Trebbia a cosa sono serviti? Ci stupiscono le dichiarazioni di una certa parte politica rispetto alla contrarietà alla diga; perché da parte nostra continuiamo a vederla come la migliore delle soluzioni in particolare della zona del Trebbia; pur essendo aperti a valutare ed accettare altre ipotesi, se costituiscono alternative altrettanto valide.
Vorremmo ricordare, se ve ne fosse la necessità che la risorsa idrica utilizzata dal mondo rurale, “torna” all’ambiente e ai cittadini consumatori attraverso le produzioni agroalimentari che rappresentano l’eccellenza della nostra provincia.
Come possiamo continuare a coltivare, per esempio, pomodoro per la passata made in Italy senza acqua?
Forse è meglio continuare a importare prodotti dall’estero, magari senza indicazione dell’origine, pur di non provare a valutare gli effetti positivi, anche sul territorio e sull’ambiente, di una diga? La diga del Molato, con il rilancio turistico degli ultimi mesi, costituisce sicuramente un esempio positivo da seguire e provare ad imitare.
E’ indispensabile, pertanto, concludono i presidenti, una programmazione strutturata che consenta un adeguato utilizzo dell’acqua in agricoltura e rappresenti una risorsa per l’ambiente; così come è’ necessario un confronto costruttivo tra tutti i soggetti interessati, confronto che non deve diventare scontro durante questi mesi estivi.
14 Giugno 2010
ACQUA E VITA DEL TERRITORIO