Premiate a Cervia nove esperienze da tutta l’Emilia-Romagna tra nuove colture, tecnologia, multifunzionalità e inclusione. Nicolas Brui di Longastrino premiato per l’uso di tecnologie innovative di gestione di acqua e imput colturali alle produzioni.
Dal latte d’asina liofilizzato al cotone 100% Made in Italy coltivato nel Piacentino, fino agli agrumi e ai frutti tropicali cresciuti nelle serre di Imola. E ancora pet therapy per i bambini, irrigazione di precisione attraverso dati satellitari, filiere corte che diventano strumenti di inclusione sociale e aziende che recuperano antiche produzioni della tradizione romagnola.
Sono alcune delle esperienze protagoniste a Cervia della finale regionale di Oscar Green 2026, il premio di Coldiretti Giovani Impresa, giunto alla ventesima edizione, dedicato alle aziende capaci di innovare l’agricoltura creando nuove opportunità di sviluppo, occupazione e valorizzazione dei territori. La premiazione si è svolta lunedì 28 settembre al Bagno Fantini Club ed ha coinvolto giovani imprenditori provenienti da tutta l’Emilia-Romagna, con delegazioni da tutte le province. Da Ferrara presenti il delegato provinciale di Giovani Impresa, Stefano Bellini, accompagnato da alcuni componenti del Comitato Provinciale, giovani imprenditori, il segretario provinciale dei Giovani, il direttore della Federazione Alessandro Visotti, i Segretari di Zona e altri rappresentanti di Coldiretti Ferrara.
“I giovani agricoltori non sono il futuro dell’agricoltura: sono il presente” ha sottolineato Enrico Parisi, delegato nazionale Coldiretti Giovani Impresa. “Sono già oggi protagonisti delle aziende, dell’innovazione e delle trasformazioni che attraversano il settore. Per questo occorre creare le condizioni perché possano investire, produrre reddito e continuare a scegliere l’agricoltura”
Tra i progetti premiati c’è quello del ferrarese Nicolas Brui, 25 anni, di Longastrino di Argenta, che utilizza dati satellitari e algoritmi per calibrare l’irrigazione del pomodoro da industria e delle altre colture praticate nell’azienda di famiglia e ridurre il consumo di acqua.
“Anche in un territorio come quello dell’argentano, quasi ai confini con la Romagna, comunque terreni di bonifica, dove si colloca la nostra azienda, e dove non manca generalmente la disponibilità di acqua – sottolinea Nicolas – è importante poter gestire al meglio questa risorsa e fattore produttivo essenziale. Grazie all’utilizzo di dati satellitari ed a specifiche applicazioni, come Demetra, il programma a disposizione dei soci Coldiretti, riusciamo ad individuare in modo preciso le necessità idriche delle nostre colture ed anche i momenti e le porzioni dei campi dove intervenire con concimazioni mirate o con interventi di difesa. Elaborando il tutto è quindi possibile una migliore gestione degli imput, come lo stato della vegetazione, l’umidità del suolo, la quantità di azoto, l’evapotraspirazione. La diversa colorazione che assumono gli appezzamenti rilevati dalle foto aereosatellitari, ci mostrano la mancanza o l’eccesso dei diversi fattori per noi rilevanti, permettendo anche risparmi e maggiore precisione e tempestività di intervento. Sono più di quattro anni che utilizziamo queste tecnologie e grazie alle opportunità del prendere parte agli incontri di Coldiretti Giovani Impresa Ferrara, ci possiamo confrontare con altri giovani e con le loro esperienze in azienda su questi aspetti e su altri che possono trovare applicazione anche in altre aziende agricole, oppure stimolare nuovi progetti e percorsi informativi e formativi all’interno delle attività dell’organizzazione”.
“Le storie premiate raccontano un’agricoltura che non rinuncia alle proprie radici ma che sa cambiare, sperimentare e costruire nuove occasioni di reddito” ha detto Luca Cotti, presidente di Coldiretti Emilia Romagna. “Questi giovani dimostrano che innovazione, sostenibilità e multifunzionalità non sono concetti astratti ma strumenti concreti per rendere le aziende più forti e garantire continuità ai nostri territori”.
“Dietro ciascuno di questi progetti c’è una scelta imprenditoriale precisa” ha aggiunto Alessandro Zanardi, delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa Emilia Romagna. “C’è chi introduce una nuova coltura, chi utilizza la tecnologia per risparmiare risorse, chi trasforma l’azienda in un luogo di inclusione o di educazione. È questa capacità di guardare oltre la produzione in senso stretto che rende i giovani una delle componenti più dinamiche dell’agricoltura e che garantisce sempre al comparto nuova linfa per continuare a essere una risorsa per l’economia nazionale e per la salute dei cittadini”.
Presente all’incontro anche l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi, che ha preso parte al convegno “Dalla produzione al reddito: il confronto con CAI- Consorzi Agrari d’Italia”, rappresentato dal direttore generale Marco Allaria Olivieri e dal responsabile ufficio marketing risk, Carlo Citroni, con il contributo di Dennis Calanca responsabile dell’area politiche economiche e filiere di Coldiretti Emilia-Romagna, del delegato regionale dei Giovani, Alessandro Zanardi, Enrico Parisi, delegato nazionale di Giovani Impresa Coldiretti e dal consigliere ecclesiastico regionale, don Roberto Mastacchi. Al centro del confronto il rapporto tra produzione e mercato, la necessità di filiere capaci di redistribuire equamente il valore a partire dalla componente agricola, la gestione delle oscillazioni dei prezzi e il ruolo dell’aggregazione, dell’innovazione e della programmazione per dare stabilità e reddività alle imprese agricole, utilizzando innovazione non solo tecnologica ma anche logistica e contrattuale.
In evidenza le parole dell’Assessore Mammi, che ha confermato la decisione di finanziare tutte le domande del Bando PSR rivolto ai giovani, sottolineando come le imprese guidate dalle nuove generazioni mostrino una maggiore propensione all’innovazione, alla cooperazione, alla filiera corta, alla diversificazione e alla multifunzionalità.
Mammi ha poi richiamato la necessità di una maggiore condivisione con il mondo agricolo nelle scelte relative alla sicurezza idraulica e alla gestione del territorio, con riferimento al P.A.I Po, evidenziando che le decisioni non possono essere prese sulla testa degli agricoltori e non possiamo pensare che la soluzione ai problemi passi soltanto attraverso l’utilizzo delle loro aree. Ogni scelta dovrà essere condivisa con gli enti territoriali, con il mondo agricolo e con le associazioni.