Il comitato di gestione dell’Organizzazione Comune di Mercato, (organismo della Comunità Europea), riunitosi a metà luglio, ha votato la proposta della commissione relativa al calcolo del valore della produzione commercializzata per i prodotti ortofrutticoli trasformati, che per quanto riguarda la nostra provincia coinvolge il pomodoro.
“La proposta sottolinea il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, prevedeva una nuova modalità di calcolo del fatturato considerato per l’erogazione dell’aiuto cofinanziato per il pomodoro, riportando l’importo al valore della materia prima non trasformata. Alla fine della discussione tra i rappresentanti degli stati membri, anche grazie all’intervento diretto del presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini, è scaturito un testo che migliora indubbiamente la situazione, riducendo i tagli rispetto alla proposta iniziale; tuttavia la riduzione dell’aiuto rimane comunque molto pesante per il sistema di auto trasformazione, stimandosi in svariati milioni di euro il peso dei tagli decisi.”
Purtroppo le risorse finanziarie tagliate e quindi non assegnate non restano a beneficio dell’Italia per essere destinate ad altri comparti, ma tornano alla Comunità Europea costituendo quindi una perdita definitiva per il nostro Paese.
“E’ inoltre importante precisare, prosegue Bisi, che queste forme di contributo erano state introdotte per un “nobile obiettivo”: favorire l’aggregazione delle aziende agricole in cooperative di trasformazione, al fine di valorizzare il prodotto made in Italy e un’intera filiera italiana che coinvolge non solo l’agricoltura ma un comparto fondamentale per il Paese. La riduzione dei tagli rispetto alla prima proposta è sicuramente una vittoria italiana e della nostra Organizzazione; ancora una volta abbiamo cercato di svolgere un ruolo importante per le nostre aziende e per le cooperative del pomodoro; la norma, inoltre, non si applica ai piani operativi in corso, approvati prima del gennaio 2010 e quindi la maggior parte delle op di auto trasformazione dovrebbe poter continuare ad applicare le vecchie percentuali fino al 2013.”
La situazione non è certo aiutata dalla campagna in corso; infatti, da una prima analisi, si evidenzia una riduzione di circa il 15% sui quantitativi contrattati. Questo è dovuto in parte al calo delle superfici impiantate ed alla distruzione totale di alcune delle stesse (alluvioni e grandinate) ed in parte, ai danni provocati prima, dall’evidenziarsi di malattie crittogamiche e, nell’ultimo periodo, dalla elevate temperature che hanno causato cascole fiorali e stress vegetativo.
I danni sono particolarmente importanti negli impianti precoci, attualmente in corso di raccolta, che presentano produzioni significativamente inferiori alle medie storiche.
“Resta comunque alta la qualità, conclude Bisi, evidenziando anche in questo caso l’urgenza e la necessità della etichettatura obbligatoria su tutti i trasformati del pomodoro, per impedire che le enormi quantità di prodotto importato, che nel primo trimestre del 2010 sono triplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, possano essere immessi in commercio, provocando una concorrenza sleale nei confronti dei nostri produttori.”
3 Agosto 2010
POMODORO: TAGLI PESANTI PER GLI AIUTI AI TRASFORMATI