Puntuali come ogni anno pervengono ai quotidiani le esternazioni di alcune associazioni di categoria (in questo caso Confesercenti Piacenza, con il suo direttore Fausto Arzani), ad insinuare dubbi sulla reale natura degli agriturismi, sui “trattamenti legislativi” più favorevoli, sulla loro liceità ad esistere, sul fatto che sarebbero in realtà ristoranti “mascherati” e che attuerebbero una concorrenza sleale a questi esercizi commerciali.
Ebbene siamo assolutamente d’accordo con il direttore di Confesercenti Arzani sulla necessità di totale chiarezza e sull’esigenza che gli organi preposti effettuino i controlli dovuti, così come dovrebbero essere attuati sugli esercizi commerciali in genere. Tutti, indipendentemente dalla distinzione tra agriturismi e ristoranti, sono per esempio tenuti al rispetto delle normative igienico-sanitarie, così come di quelle fiscali. Quindi ben vengano le ispezioni, per tutti naturalmente…
Se facciamo un giro nelle trattorie e nei ristoranti della nostra provincia siamo proprio certi del totale rispetto delle regole sopra citate??!!
Da parte nostra non vogliamo iniziare “una guerra tra poveri” ma riteniamo che sia assolutamente indispensabile lavorare in sinergia e collaborare per lo sviluppo del territorio.
Vorremmo sottolineare che da sempre, noi per primi, imponiamo ai nostri iscritti il pieno rispetto delle regole, comprese le nuove norme previste dalla legge regionale, che prevede l’utilizzo dell’80 per cento di prodotti locali. Vengono organizzati frequentemente corsi di formazione e momenti di incontro per dare le opportune e necessarie indicazioni.
L’attività agrituristica, non è in concorrenza con i ristoranti o gli alberghi, ma si pone in sinergia con loro per il bene del territorio nel suo complesso; nelle nostre aziende non è mai venuto meno il senso della ruralità, con l’attività agricola, che resta l’elemento qualificante dell’impresa, cui si coniuga, in base alla legge della multifunzionalità l’ospitalità.
La nuova legge regionale va nella direzione di un agriturismo-vetrina della nostra terra, in grado di promuovere la qualità enogastronomica dell’Emilia Romagna, incentivare il consumo di alimenti, il rispetto dell’ambiente con i prodotti a chilometri zero, la freschezza e la tipicità dei prodotti offerti, unitamente alle sue bellezze paesaggistiche, artistiche e storiche.
Non a caso Terranostra sta lavorando ad un codice deontologico degli operatori ed istituiremo, con la Regione, un Club di eccellenza solo per coloro che rispettano tutte le disposizioni e che si contraddistinguono per caratteristiche aziendali “eccellenti”. Ma ci preme altresì ricordare al direttore Arzani che dai numerosissimi controlli effettuati periodicamente da Nas, Asl, Finanza ed altro, gli agriturismi ne sono sempre usciti “a testa alta”.
Semmai chiediamo una burocrazia più “snella”, non certo meno controlli, perché noi operiamo con il massimo rispetto delle normative fiscali, amministrative e contabili.
Ma non solo fiscalità: un altro elemento di fondo nella gestione agrituristica è connesso alla sicurezza alimentare, caratterizzata da una complessa normativa igienico-sanitaria, Per questo è, per esempio, fondamentale l’accurata tenuta del sistema di rintracciabilità.
Pertanto anche noi, come il dottor Arzani, chiediamo che le Istituzioni locali e gli organi preposti effettuino i controlli necessari sull’intero territorio: agriturismi, ristoranti e altri esercizi commerciali affinché “il prodotto Piacenza” sia proposto con la massima professionalità ai turisti per promuovere la nostra provincia e i nostri prodotti nel modo migliore…. Quello che gli agriturismi stanno facendo da anni…
Carlo Pontini
Presidente regionale e provinciale di Terranostra
14 Febbraio 2010
PER PROMUOVERE IL NOSTRO TERRITORIO SERVE SINERGIA, NON UNA “GUERRA TRA POVERI”